Settembre, un seme dentro il mese
Sta finendo l’estate, l’elemento fuoco, e sta per cominciare la quinta stagione prevista nella tradizione della medicina cinese, la stagione collegata all’elemento terra, al colore ocra, agli organi milza-pancreas e stomaco. Il passaggio è una trasformazione e allo stesso tempo una sintesi che porta da un elemento all’altro il risultato del proprio lavoro. Per la natura, i frutti portano alla terra i semi. Per noi – che aspiriamo a rappresentare il microcosmo inscritto armoniosamente dentro il macrocosmo –, i semi sono la sintesi dei frutti del nostro lavoro.
Quando diciamo “lavoro”, dobbiamo pensare alla distillazione del nostro sudore fisico e intellettuale, ciò che ci fa alzare ogni giorno a quell’ora con quello scopo, ciò che ci fa progettare, programmare, tendere una linea di impegni distribuiti nel tempo con una freccia diretta a una scadenza o a un obiettivo. Una freccia tesa, diritta, orizzontale. Le riflessioni sulle stagioni, come questa che state leggendo, servono a farci alzare la testa sopra la traiettoria, in un movimento più verticale, servono a domandarsi se la nostra direzione è in linea e in sincronia con la nostra vita, servono a fare un “lavoro” più profondo.
Settembre è un mese che contiene nei suoi suoni la parola “seme” e ci prepara a raggiungere l‘equilibrio dell’equinozio d’autunno, interiorizzando la luce dell’estate dentro un piccolo oggetto vivo, in cui è racchiuso il progetto del prossimo anno. Gli scenari possono essere molteplici: un sentimento confuso che ha rimesso in discussione tutto di noi, la perdita di una persona o di un punto di riferimento, il desiderio irrefrenabile di superare i propri limiti…
Prepariamoci a sfruttare queste giornate calde ma tenui per lavorare dentro di noi, per raccogliere, selezionare, pulire il piccolo seme del nostro Cavallo di fuoco, che ci ha portato lontano, a volte anche troppo lontano da casa. Non vanifichiamo il suo, il nostro coraggio. Non torniamo più, andiamo avanti. Conserviamo come un dono quella vertigine nel comprendere che la nostra casa è il viaggio.
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